Ad Arzachena dal 2020 attivo il Servizio educativo territoriale comunale

OLBIA. Il Comune di Arzachena attiva il Servizio educativo territoriale comunale rivolto a minori da 0 a 17 anni per garantire opportunità di crescita e riscatto ai ragazzi che vivono condizioni di disagio sociale e per offrire supporto alle famiglie durante il percorso di recupero e formazione. Il regolamento del servizio è stato approvato all'unanimità il 24 ottobre dal consiglio comunale e partirà nel 2020 nella sede del settore Servizi sociali in via Francesco Crispi per la fase di coordinamento delle attività per poi spostarsi e intervenire “sul campo” dove il minore vive, studia e interagisce.
 
“Per questa amministrazione il servizio educativo comunale è tra gli obiettivi strategici. Visti i continui tagli e il ridimensionamento della funzione da parte della Regione che hanno gravemente ridotto l’efficacia di quello territoriale, oggi investiremo circa 120 mila euro direttamente per ricreare, migliorare e contestualizzare un programma che riteniamo fondamentale per la crescita della comunità nel suo complesso   – spiega Gabriella Demuro, assessore ai Servizi sociali -. Attivare il servizio in ambito comunale significa promuovere una cultura del sociale attraverso progetti educativi che vanno oltre il mero assistenzialismo, offrendo supporto gratuito alle persone che, per vari motivi, vivono delle difficoltà. Uno delle finalità è quella di favorire la crescita positiva dei minori all’interno della propria famiglia e nel contesto sociale di appartenenza”.
 
Progetti e attività saranno condotti da una equipe multidisciplinare con figure professionali specializzate come un pedagogista (coordinatore), un educatore, uno psicologo e, quando necessario, un mediatore culturale a cui si affiancheranno esperti in formazione e prevenzione. Il regolamento prevede anche la partecipazione nello staff di tirocinanti. Per tutti il riferimento saranno le assistenti sociali in forza nel Comune di Arzachena. Gli interventi sul minore saranno di tipo educativo-terapeutico, culturale e ricreativo allo scopo di superare il disagio che, spesso, dà vita a fenomeni di emarginazione, bullismo, auto isolamento.
 
“Fondamentale sarà il lavoro di squadra con scuole, associazioni culturali e sportive, istituzioni religiose e servizio sanitario” conclude l’assessore Demuro.

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ANSO