Sgombero del campo nomadi di Olbia, il Comune ha sistemato le ultime famiglie

OLBIA. A seguito del provvedimento del tribunale di Tempio Pausania ricevuto ieri, con il quale si revoca la permanenza dei Rom nel campo, il Comune di Olbia ha provveduto a sistemare le famiglie ancora presenti a Sa Corroncedda.

Ieri sera è stato fatto un primo sopralluogo informando le persone ancora presenti che il provvedimento disposto dal Gip obbligava il Comune a sgomberare l’area immediatamente. Il confronto si è svolto in modo assolutamente pacifico, ma gli abitanti del campo hanno avanzato la richiesta di potersi spostare il giorno successivo. A seguito delle interlocuzioni con il magistrato di turno, è stato accordato dallo stesso che le operazioni potessero avvenire nella mattina di oggi.

«Abbiamo provveduto a dare un’accelerata all’emergenza - afferma il sindaco Settimo Nizzi - .Purtroppo tutte le strutture ricettive e le case private che abbiamo interpellato, così come il gestore del C.A.S. (ex hotel Savoia), non hanno dato la loro disponibilità ad accogliere persone di etnia Rom. Di conseguenza abbiamo provveduto a trovare una soluzione temporanea che salvaguardasse in primis i 15 bambini ancora presenti al campo, ritenendo di fondamentale importanza la tutela dei nuclei familiari. Tre famiglie delle cinque presenti sono state sistemate al centro umanitario di via Canova. Un’altra famiglia, composta dai genitori e quattro bambine è stata sistemata in una casa privata. Un’altra ancora ha deciso di risolvere autonomamente la propria situazione».

«Si tratta di soluzioni temporanee, ma siamo riusciti a risolvere l’emergenza e mettere al sicuro tutte le persone presenti al campo, soprattutto i bambini e l’integrità delle famiglie – afferma l’assessore ai Servizi alla Persona Simonetta Lai -  .Questa è la cosa che ci sta più a cuore e ci dà un po’ di respiro per trovare situazioni definitive».

Inizialmente al campo Rom vivevano circa 250 persone, ovvero 39 nuclei familiari. Con l’operazione svolta questa mattina gli ultimi 5 nuclei sono stati spostati, garantendo loro, da subito, condizioni di vita migliori, soprattutto nella tutela della salute dei minori presenti. Grande il lavoro svolto in questi dal settore Servizi Sociali del Comune per trovare soluzioni e integrare queste persone.

Nizzi conclude con un appello: «Chiediamo a tutti i nostri concittadini proprietari di case e strutture ricettive di dare disponibilità degli spazi a queste persone perché possano sistemarsi, in modo che questa piaga e vergogna della nostra città diventi nel più breve tempo possibile soltanto un brutto ricordo e permetta a questi nostri concittadini di integrarsi e migliorare la loro e la nostra qualità della vita».
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ANSO