Nizzi risponde alle accuse dei balneari: "Cambino la Bolkestein o si andrà regolarmente a bando"

di Davide Mosca | Twitter: @davidemosca1
OLBIA. "Tutti dovranno poter partecipare al bando e che vinca il migliore”. Parole di Settimo Nizzi che non ci sta alle accuse mosse dai balneari sardi e da alcuni colleghi politici che lo hanno incolpato di voler negare il futuro di centinaia di famiglie del territorio. Il primo cittadino ha convocato per il pomeriggio una conferenza stampa per parlare della questione e nuovamente ha mostrato la pila di carte sulle quali basa la sua azione: una sentenza del Consiglio di Stato, la n.078742019 pubblicata il 18/11/19 e una del Tar del Veneto la n.218 del 3 marzo 2020 che a suo dire “blindano” il suo operato.

“I balneari -ha dichiarato Nizzi- pensano che io sia io il nemico da combattere quando in realtà dovrebbero trovare il colpevole tra chi li ha presi in giro promettondo loro cose irrealizzabili perché contro la legge”. Il sindaco non ha risparmiato la critica al ministro Dario Franceschini che nei giorni scorsi ha preannunciato un provvedimento che vorrebbe dare una “garanzia” agli amministratori locali nella decisione finale per la proroga delle concessioni. “Il ministro -ha dichiarato Nizzi- deve rispettare la Costituzione italiana e se non riesce a garantire la chiarezza nella interpretazione delle leggi farebbe bene a fare altro. Se il ministro volesse veramente cambiare la situazione dovrebbe chiamare il suo collega di partito commissario europeo, Paolo  Gentiloni, per cambiare la Bolkestein. Perché è l’unico modo per non andare a bando. Dovrà essere il parlamento europeo a cambiare l’articolo 12 della Bolkestein. Un’altra soluzione? Che l’Italia esca dall’Europa e allora potremo operare senza seguire la normativa europea -. Un ulteriore Dpcm o e decreto legge non cambierebbe la situazione - ha poi concluso il sindaco".

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