Il Time in Jazz numero 33 non si ferma e rilancia con Daniele Silvestri, Concato, Marcotulli e Salis

OLBIA. Sarà un'edizione di Time in Jazz del tutto particolare, quella in programma quest'anno nel consueto periodo intorno a ferragosto: alla sua trentatreesima volta, caratterizzata dal titolo "Anima • Ànemos", anche il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito, deve infatti fare i conti con i problemi e le limitazioni del difficile e delicato momento storico che stiamo attraversando. <<Ma faremo in ogni caso un festival di alto profilo, naturalmente nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio>>, promette il trombettista sardo, che ribadisce l'importanza di confermare anche quest'anno la manifestazione, nonostante le difficoltà e la complessità della situazione: <<Il nostro vuole essere un messaggio di ottimismo; il festival è un'occasione per piantare un seme di bellezza in questo momento così difficile e, insieme, una prova del senso di responsabilità di Time in Jazz nei confronti della comunità che lo ospita e lo sostiene. Il nostro festival conta un seguito di circa trentamila spettatori e un indotto sul territorio di tre milioni di euro. Numeri che quest'anno non potranno ripetersi, evidentemente, perché mancherà, per ovvie ragioni, il pubblico abituale. Ma in un momento di difficoltà come questo noi possiamo portare, seppur ridimensionato dalle circostanze, un contributo all'economia locale e lanciare un segnale positivo per ripartire>>.
 
Insieme a Berchidda, al momento è confermata l'adesione dei comuni di Arzachena, Bortigiadas, Cheremule, Ittiri, Loiri Porto San Paolo, Mores, Nulvi, Ploaghe, San Teodoro e Telti, ma c'è fiducia che altri possano aggiungersi prossimamente.
 
Già definito da mesi e pronto per essere presentato con il consueto anticipo lo scorso aprile, il cartellone del festival è stato necessariamente rimodulato in rapporto alle varie limitazioni e condizioni poste per contrastare il coronavirus. Alcuni dei gruppi e dei progetti più complessi o dall'organico particolarmente folto, non potranno essere confermati: è il caso, per esempio, dei 100 Cellos, il grande ensemble di violoncellisti guidato da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, l'appuntamento col quale, già annunciato da mesi, ora è rimandato al prossimo anno. Potrebbero saltare anche alcuni appuntamenti immancabili di ogni edizione del festival, come il pranzo tipico di ferragosto, a causa delle difficoltà nell'applicare il distanziamento interpersonale.
 
E tuttavia il programma, che potrebbe essere soggetto a ulteriori modifiche in base alle norme di sicurezza che saranno da mettere in atto al momento dello svolgimento del festival, si annuncia di grande interesse e qualità: in arrivo nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni (in quartetto con Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria), il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul "palco centrale" del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Altra voce di spicco della canzone d'autore nostrana, Daniele Silvestri sarà invece il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione di Time in Jazz: il concerto dedicato a Fabrizio De André a L'Agnata, in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di Tempio Pausania. Altro momento ormai immancabile del festival, ritorna anche quest’anno - ed è la quindicesima volta consecutiva - la "concertazione navale" a bordo di un traghetto della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal "continente" alla Sardegna: un evento reso possibile grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle, tra i principali partner di Time in Jazz. Si prevede un progetto musicale ad hoc, naturalmente nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus.
 
E poi, ad avvicendarsi nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione del festival, una nutrita rappresentanza di musicisti della Tǔk Music, l'etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che quest'anno spegne le sue prime dieci candeline (una ricorrenza che Time in Jazz celebrerà anche attraverso una mostra): il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet, la cantante, pianista e compositrice Petrina, il trio intestato al contrabbassista Marco Bardoscia, il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura con il chitarrista Marcello Peghin, quello del sassofonista Raffaele Casarano con il pianista Eric Legnini, e quello che vede insieme il trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna; e, ancora, il quartetto del contrabbassista Paolino Dalla Porta, il batterista Stefano Bagnoli, il pianista Giuseppe Vitale, le sorelle Leila e Sara Shirvani, rispettivamente violoncellista e pianista, in duo e in quartetto con Francesco Diodati alla chitarra e Enrico Morello alla batteria, il chitarrista Bebo Ferra con l'Organ Trio e in solo, il quartetto d'archi Alborada con un'ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito; e, poi, naturalmente, Paolo Fresu: lo ascolteremo in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino, e alla testa del suo quintetto, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto al trombettista di Berchidda, i membri storici: il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti alla batteria e, naturalmente, Roberto Cipelli, atteso a Time in Jazz anche per un concerto in piano solo.
 
Ma non è tutto, perché il cast del festival annovera anche la cantante Karima, accompagnata al pianoforte da Piero Frassi, e, per salutare un'altra ricorrenza significativa, Antonello Salis, il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest'anno spegne settanta candeline e al quale Time in Jazz deve la memorabile esibizione in solo che inaugurò, nel 1997, la serie di concerti nelle chiese campestri, divenuti poi un "must" del festival.
 
A fare gli onori di casa, due immancabili formazioni berchiddesi: la Banda musicale "Bernardo De Muro", palestra per tanti talenti, compreso proprio Paolo Fresu, che nelle sue fila mosse i primi passi nella musica, e la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, prima funky street band in Sardegna, impegnata con le sue parate musicali nelle vie e nelle piazze del paese.
 
I bar di Berchidda ospitano invece i set di quattro formazioni sarde, il duo Don Leone, i Jericho, Giuseppe Bulla from Apollo Beat e il Bad Blues Duo. Mentre a un altro brillante talento locale, il batterista Giovanni Gaias, con il suo gruppo e con musicisti ospiti, spetterà il compito di riempire di musica le nottate berchiddesi nello spazio jazz club, dopo i concerti in Piazza del Popolo.
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