Time in Jazz alle battue finali, ecco il programma delle ultime due giornate

 (foto: OlbiaNotizie.it)
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OLBIA. Time in Jazz edizione numero trentatré alle battute finali: il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, con il coinvolgimento di altri quindici centri del nord Sardegna, completa con le ultime due giornate, domani (sabato 15) e dopodomani (domenica 16), la ricca settimana di eventi iniziata domenica scorsa.
 
Come di consueto, Time in Jazz saluta il Ferragosto con una serie di appuntamenti in programma dal mattino al tardo pomeriggio nella campagna poco fuori Berchidda, quest'anno tutti concentrati nella chiesetta campestre di Santa Caterina, a pochi chilometri dal paese. Si comincia dunque la mattina alle 10 con uno spettacolo dedicato ai bambini (ma non solo): il regista, attore e autore Giancarlo Biffi - con la partecipazione di Sonia Peana, Catia Gori e Paolo Fresu - ritorna al festival per proseguire il suo racconto delle avventure dell'intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto "Cuore di nonna".
 
Si parla dello stato di salute della cultura in Italia in questi tempi segnati dal coronavirus nell'incontro proposto in collaborazione con la Federazione Nazionale il Jazz Italiano IJI: intervengono Emiliano Deiana, presidente dell'ANCI Sardegna, e Severino Salvemini, professore ordinario dell'Università Bocconi di Milano, economista d'impresa e delle istituzioni culturali, coautore del libro "I festival Jazz in Italia – un' analisi di impatto sul territorio", presentato al festival mercoledì scorso. Al termine dell'incontro, spazio alla musica con un'esibizione in solo di Guglielmo Pagnozzi, l'eclettico sassofonista e clarinettista bolognese, capace di spaziare tra jazz, klezmer, funk e afrobeat, che il pubblico del festival ritroverà poi, in serata, sul palco centrale in Piazza del Popolo alla testa del suo Voodoo Sound Club.
 
Nel rispetto delle misure anti-covid, quest'anno non ci sarà il tradizionale pranzo di Ferragosto nelle chiesette della campagna intorno a Berchidda; il pubblico che assisterà agli eventi, potrà comunque portare un pranzo al sacco e consumarlo all'aperto in autonomia, tra gli appuntamenti della mattina e quelli del pomeriggio. Il primo è in agenda alle 17: Rosa Maria Meloni, insegnante e dottore di ricerca in Scienze Sociali dell'Università di Sassari, presenta il suo studio "La Tribù sonora - Time in Jazz tra identità, turismo e territorio" (edizioni CISU), in cui ha ricostruito lo stretto legame tra l'identità culturale del festival e quella dei luoghi in cui si svolge. Chiusura del pomeriggio campestre all'insegna della musica tradizionale sarda con Giacomo Vardeu, giovanissimo virtuoso dell'organetto diatonico: allievo del maestro Carlo Boeddu, a soli quattordici anni si esibisce già in tutta l'isola.
 
Al rientro in paese, un concerto della banda musicale Bernardo De Muro, autentica istituzione locale, con le sue centosette primavere di età, e fucina di talenti (nelle sue fila ha mosso i primi passi tra le note, da giovanissimo, lo stesso Paolo Fresu): alle 20, nella piazzetta Riu Zocculu, farà da gustoso prologo all'ultimo concerto di quelli in programma sul palco di Piazza del Popolo. Al centro dei riflettori, a partire dalle 21.30, l'energia trascinante dei Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi, che accanto all'estroso sassofonista bolognese vede Davide Angelica alla chitarra, Alessandro Trebo al synth, Salvatore Lauriola al basso, Gaetano Alfonsi alla batteria e Danilo Mineo alle percussioni, più un ospite speciale del calibro del trombettista, cantante e compositore Roy Paci. Nata nel 2007, la formazione emiliana fonde in modo raffinato sonorità funky, afrobeat, jazz, ma anche provenienti dalla musica gnawa e dalle canzoni di lotta e impegno sociale, portando nel suo repertorio brani originali e successi di Manu Dibango, Fela Kuti e Jimi Hendrix, per un concerto esplosivo all'insegna del ritmo e della danza.
 
Al termine, la musica continua nel consueto spazio dopoconcerto nella piazzetta accanto al palco centrale con la band del batterista Nanni Gaias – con Giuseppe Spanu alla chitarra e Jim Solionas all'organo hammond - più ospiti a sorpresa.
 
* Domenica gli ultimi appuntamenti

Calato il sipario sul palco di Piazza del Popolo, l'ultima giornata di Time in Jazz comincia in tarda mattinata al Museo del vino-Enoteca regionale di Berchidda, con due presentazioni editoriali: alle 11.30 lo scrittore berchiddese Antonio Casu presenta il suo libro "I racconti di Geremia nel paese del jazz" (Nemapress Edizioni 2020). A introdurre l'incontro, Paolo Fresu e il sindaco di Berchidda Andrea Nieddu. Subito dopo è la volta di "Time in Jazz Diary 2019" (Postcard 2020), un libro che racconta la passata edizione del festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, ritratti nelle foto di Daniele Franchi.
 
Ha già registrato il "sold out" invece, l'ultimo atto del festival, che nel tardo pomeriggio, alle 18, è affidato alla tromba di Paolo Fresu, atteso nel prezioso contesto naturalistico dello Stagno di San Teodoro affiancato da Dino Rubino al piano e al flicorno e da Marco Bardoscia al contrabbasso: un trio nato nel contesto di "Tempo di Chet - La versione di Chet Baker", lo spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano dedicato a uno dei miti musicali più controversi e discussi del jazz, Chet Baker, che poi ha dato vita anche all'omonimo album, pubblicato lo scorso anno dall'etichetta Tǔk Music.
 
A fine concerto Time in Jazz saluta il suo pubblico con un gustoso aperitivo, a base di prodotti tipici delle aziende locali in un cofanetto monoporzione, secondo la formula già collaudata al festival del brand "Aperijazz-Note Sarde" realizzata in collaborazione con Rau Arte Dolciaria, Lucrezio R e Consorzio di tutela del Pecorino Romano.
 
Poi, in serata, dopo il rientro a Berchidda, ultimo appuntamento anche per il Festival Bar, la rassegna in seno a Time in Jazz che ha scelto come "teatri" i bar del paese, e come protagonisti alcune delle migliori proposte del panorama musicale sardo: alle 22, al bar "Da Susanna", in piazza del Popolo, sarà di scena il Bad Blues Duo di Eleonora Usala (voce) e Federico Valenti (chitarra); un progetto attivo da circa sei anni, che nel tempo si è evoluto con il coinvolgimento di altri musicisti dando vita al Bad Blues Quartet.
 
Con le ultime giornate, si chiudono domenica anche le varie mostre allestite per questa edizione di Time in Jazz a Sa Casara, la casa di Time in Jazz a Berchidda. "10 Years of Tǔk Music" celebra il decennale dell'etichetta discografica fondata da Paolo Fresu, ripercorrendone la storia attraverso gli artwork degli album e i video clip prodotti da artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale, tra i quali Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana. Il racconto della passata edizione del festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si può rivivere invece attraverso le fotografie di Roberto Sanna e Daniele Franchi, mentre "CasArt – Casa d'Arte Time in Jazz", propone le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival. Alla Casara sono presenti anche le installazioni dell'artista Betty Casula, i "Cerchi diVini", ispirati alla Fiber Art di Maria Lai, e in collaborazione con Madriche, la mostra "Animas - Labirinti memografici" di Filippo Franco Boe: attraverso 114 dipinti in acrilico su tavola, l'artista sardo ripercorre il ricordo di centinaia di volti e ritratti, in un viaggio immaginario dalla memoria al cuore.
 
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